Spotlight, come ben saprete, è un utilità del Mac OS X che permette di ricercare files tramite un algoritmo molto efficace. Quindi, dopo una scansione e un indicizzazione dei file rilevanti del vostro computer tramite una funzione hash, potete ricercare file e applicazioni molto velocemente. Naturalmente l’indicizzazione dei file avviene automaticamente. Senza che voi vi accorgiate, il sistema operativo indicizza i file. (Allo stesso modo funziona anche Google Desktop, forse l’algoritmo di ricerca è leggermente differente).

Su Macworld ho trovato un articolo che spiega come utilizzare Spotlight al meglio, ad esempio come fare ad utilizzare i metadata di un file, oppure come utilizzare gli operatori booleani. Inoltre Spotlight può essere utilizzato anche come calcolatrice. Per saperne di più andate sulla loro homepage a quest’indirizzo: MacWorld - Spotlight queries.

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wwwNonostante le promesse di nuovi prodotti per migliorare il web, le pagine internet esistenti sono generalmente di scarsa qualità e affidabilità; tale situazione vien generalmente descritta come “la crisi della rete”. Per migliorarne la qualità e l’affidabilità, i programmatori necessitano di un sistema di prova automatizzato per poter testare le applicazioni, prima che le versioni base in evoluzione vengano introdotte nel mercato.

I nostri programmi ReWeb e TestWeb supportano delle tecniche per l’analisi strutturale di applicazioni web. Le nostre ricerche si concentrano sulle anomalie e sugli errori trovati nelle applicazioni di rete. Noi consideriamo le anomalie associate alle strutture delle applicazioni di rete, come problemi di navigazione, quelle associate alla struttura delle pagine internet, come errori frame o cloni, e quelle in relazione alle applicazioni multilingue di rete, come mancanza di traduzioni e link malfunzionanti. La revisione critica, che è parte integrante del nostro lavoro empirico, mostra che solo il 40 per cento delle applicazioni di rete, da noi selezionate a caso per i nostri studi, sono esenti da anomalie e/o errori.

Alcuni software riescono a trovare automaticamente o semi-automaticamente delle anomalie o dei difetti, guidando l’utente mediante una finestra di dialogo nella quale vengono visualizzati i percorsi analitici e vengono comunicate le verifiche. I software a disposizione offrono funzionalità che vanno dalla correttura della sintassi alla verifica della validità dei link. Frameworks e librerie sono dunque accessibili per definire la struttura del web e per specificare dei test che non possono essere effettuati automaticamente. Solo pochi prototipi di ricerca supportano test strutturali per applicazioni di rete o modelli tecnici ricorsivi delle aziende.

Analisi e test

Attraverso delle analisi possiamo testare se un’applicazione di rete funziona correttamente ed eventualmente trovare possibili anomalie ed errori. ReWeb comprende diverse analisi per applicazioni Web, TestWeb supporta le applicazioni Web ancora in evoluzione.
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resenta il funzionamento di questi due tools.

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Per rilevare anomalie ed errori nelle applicazioni Web, l’utente deve eseguire le seguenti operazioni di base:

  • Inserire le informazioni di configurazione per far funzionare ReWeb e TestWeb nella fase di scaricamento e rilevamento.
  • Eseguire manualmente degli interventi per aggiungere informazioni ai programmi.
  • Interpretare i risultati della ricerca per determinare le anomalie
  • Analizzare i risultati di TestWeb per stabilire se l’applicazione Web ha passato il test di idoneità.

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Ecco un sito web 2.0 molto utile. Si tratta di TubeMogul, un servizio web gratuito che ti aiuta a distribuire automaticamente i tuoi video su 9 Siti di video-hosting diversi. Basta caricare il video una volta sola e TubeMogul pensa a copiarlo su Youtube, Yahoo!Video, MySpaceTV, Metacafe, Google Video, Dailymotion, Revver, Blip e Brightcove. Basta registrarsi e fornire i tuoi account che possiedi sui diversi siti di video-hosting.

Oltre a copiare i video, TubeMogul ti permette anche di analizzare i tuoi video tramite delle dettagliate statistiche di visualizzazioni e tramite dei grafici. Ogni analisi viene fatta su ciascuno dei 9 siti video-hosting sopracitati.

Per ulteriori informazioni sul sito é disponibile un Tour. Il link della pagina é: http://www.tubemogul.com/

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Mi è stato riferito già da molti amici e conoscenti questo problema. Praticamente hanno installato nel loro PC 4 GB di memoria RAM, però il sistema operativo (Windows XP a 32 bit) ne riconosce solo 3.3 GB.

Principalmente ci sono 2 soluzioni. La prima è quella di installare Windows XP a 64 bit (e quindi si devono spendere un bel mucchietto soldi), l’altra invece è quella di attivare il PAE.

Per attivare il PAE (estensione della memoria fisica) in Windows XP dovete aggiungere alla fine del vostro “boot.ini” (”C:\boot.ini”) la stringa “/PAE”. Il risultato è circa così:

multi(0)disk(0)rdisk(1)partition(1)\WINDOWS=”Microsoft Windows XP Professional” /noexecute=optin /fastdetect /PAE

Attenzione: Aggiungete SOLO “/PAE”, non modificate niente d’altro, altrimenti il sistema non parte più!

ram_pae

Riavviate il vostro PC ed il gioco è fatto! Con Windows Vista il procedimento per attivare il PAE è più semplice, basta inserire il seguente comando nella finestra “Start -> esegui”:

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Una funzione utile implementata nei blog è quella dei trackbacks. Con questo tipo di comunicazione si può notificare un altro blog che l’articolo che si ha scritto è un approfondimento del suo. In Wikipedia ho trovato una descrizione che spiega il meccanismo più dettagliamente:

Il Trackback è un meccanismo per la comunicazione e la notifica tra due risorse: la risorsa A manda un Trackback ping (spesso erroneamente chiamato Pingback) alla risorsa B, la quale risponde con un messaggio di avvenuta notifica o con un eventuale errore. La risorsa A dovrebbe mandare un ping alla risorsa B, nel caso in cui sia presente, nella risorsa A, un approfondimento o una citazione della risorsa B.

Qua trovate il resto dell’articolo tolto da Wikipedia: Trackback

In Wordpress sono molto facili da utilizzare, basta inserire l’URL del trackback nella sezione “trackback” nella pagina dove si scrivono gli articoli. Per capire meglio il funzionamento vi faccio un esempio:

Prendo un articolo a caso: “Costiga aggiornato a Wordpress 2.3.3” e copio l’URL per i trackback: “http://www.costiga.net/2008/02/08/costiga-aggiornato-a-wordpress-233/trackback/”. A questo punto lo dobbiamo inserire nell’apposita casella:

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